Gare di MTB

Cronaca e foto delle corse a cui ho partecipato in questi anni

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Extrema

"Extrema" è la mia bicicletta, una Merida Matts HFS 4000-D. Scoprine caratteristiche tecniche e fotografie

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Giri in bici

Missaglia » Oggiono » Longone al Segrino » Caglio » Muro di Sormano » Nesso » Bellagio » Piano Rancio » Canzo » Longone al Segrino » Oggiono » Missaglia 110 Km visualizza il percorso su Google Maps
Missaglia » Valmadrera » Bellagio » Como » Missaglia 102 Km visualizza il percorso su Google Maps
Uscio » Gattorna » passo del Portello » Costamaglio » Pian della Chiesa » Costa Finale » Montebruno » Seppioni » Montebruno » Barbagelata » passo della Scoglina » Cicagna » Moconesi » passo della Spinarola » Uscio » Cornua » Uscio 100 Km visualizza il percorso su Google Maps
Missaglia » Oggiono » Longone al Segrino » Canzo » Mad. del Ghisallo » Bellagio » Nesso » colma di Sormano » Canzo » Longone al Segrino » Oggiono » Missaglia 95 Km visualizza il percorso su Google Maps
La Villa » passo Gardena » passo Sella » passo Pordoi » passo Campolongo » La Villa 62 Km visualizza il percorso su Google Maps
Uscio » Gattorna » Favale di Malvaro » passo della Scoglina » Priosa » Rezzoaglio » Vicosoprano 59 Km visualizza il percorso su Google Maps
Uscio » Gattorna » Cicagna » Coreglia Ligure » Santuario di Montallegro » Rapallo » Recco » Uscio 52 Km visualizza il percorso su Google Maps
Seppioni » Montebruno » Canale val d'Aveto » Casoni » passo di Fregarolo » Cabanne » bivio Parazzuolo » passo della Scoglina » Barbagelata » Montebruno » Seppioni 50 Km visualizza il percorso su Google Maps
Uscio » passo della Spinarola » Favale di Malvaro » passo della Scoglina » Barbagelata » Monetbruno » Seppioni 48 Km visualizza il percorso su Google Maps
Uscio » Gattorna » Favale di Malvaro » passo della Scoglina » Barbagelata » Monetbruno » Seppioni 47 Km visualizza il percorso su Google Maps
Uscio » Gattorna » passo del Portello » Costamaglio » Pian della Chiesa » Costa Finale » Montebruno » Seppioni 46 Km visualizza il percorso su Google Maps
Seppioni » Montebruno » Ottone » Orezzoli » Vicosoprano 46 Km visualizza il percorso su Google Maps
Seppioni » Montebruno » passo del Portello » Gattorna » Lumarzo » Uscio 46 Km visualizza il percorso su Google Maps
Pegli » passo del Turchino » passo del Faiallo » Vara inf. » Urbe » San Pietro d'Olba 45 Km visualizza il percorso su Google Maps
Seppioni » Montebruno » Conio Avena » Propata » Garaventa » Retezzo » diga del Brugneto » Conio Avena » Montebruno » Seppioni 45 Km visualizza il percorso su Google Maps
Seppioni » Montebruno » Barbagelata » passo della Scoglina » bivio Parazzuolo e ritorno 43 Km visualizza il percorso su Google Maps
Uscio » Gattorna » Neirone » passo del Portello » Costafontana » Montebruno » Seppioni 41 Km visualizza il percorso su Google Maps
Masone » Rossiglione » Tiglieto » Martina Olba » Urbe » San Pietro d'Olba 33 Km visualizza il percorso su Google Maps
Uscio » Recco » Sori » Sussisa » Monte Fasce » Colle Caprile » Uscio 28 Km visualizza il percorso su Google Maps
Pegli » via Vecchie Fornaci » Madonna del Gazzo e ritorno 12 Km visualizza la mappa del percorso
Como » rifugio Palanzone » Alpe del Vicerè » Capanna Mara » rifugio Bollettone » Como
Erba » Como » Brumano » Capanna Mara » piano del Tivano » Erba
Pusiano » Canzo » muro di Sormano » rifugio Bollettone » Ponte Lambro » Pusiano
Pegli » San Carlo di Cese » Madonna della Guardia e ritorno visualizza la mappa del percorso

Mountain bike

Prato allo Stelvio - passo dello Stelvio 2758m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
Ponte di Legno - passo Gavia 2621m s.l.m. leggi la descrizione della salita
Da Ponte di Legno si seguono le indicazioni per il passo Gavia: il tratto iniziale di strada è ampio e in leggera ascesa, poi imprivvisamente la carreggiada si restringe notevolmente e inizia la vera salita. Inizialmente ci si trova all'ombra del bosco, davvero un ambiente meraviglioso e che rende meno faticosa la salita, che comunque non è ancora dura. Quando il bosco inizia a diradarsi si iniziano ad affrontare una serie di tornanti: qui le pendenze sono notevoli e il bosco scompare del tutto (tra l'altro vedendo tutta la strada che si deve affrontare si prova una "brutta" sensazione...).
Quando ci si rende conto che i tornanti sono finiti si gira nella valle e si deve affrontare una pericolosa galleria rettilinea completamente priva di illuminazione (consiglio di restare in mezzo alla carreggiata, le auto che sopraggiungeranno faranno sufficientemente luce per farci riprendere la destra; inoltre, è il caso di fermarsi prima per prendere fiato se si è molto stanchi perchè è molto difficile affrontare la galleria al buio!). Usciti dalla lunga galleria (che sostituisce un tratto mitico scavato nella roccia), la strada si fa meno ripida ma solo fino al prossimo tratto, il più duro, attraverso il quale si supera un tratto di rocce molto suggestivo. Manca poco al passo e possiamo tranquillamente aumentare l'andatura anche perchè la strada diventa sempre meno impegnativa.
Oggi questa strada è completamente asfaltata mentre, fino a pochi anni fa quano l'ho affrontata, era quasi completamente sterrata, un vero spettacolo! Attenzione perchè passano molte più auto e talvolta anche caravan e la discesa può diventare molto pericolosa.
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Santa Caterina Valfurva - passo Gavia 2621m s.l.m. leggi la descrizione della salita
Da Bormio si seguono le indicazioni che portano verso Santa Caterina Valfurva: la strada, che presenta tratti in falsopiano e altri in forte pendenza, supera in sequenza le località Uzza, San Nicolò e S. Antonio (frazioni di Valfurva), sempre tenendo sulla destra il torrente Frodolfo. Dopo circa 8 km da Bormio si è nella parte superiore della valle, a Santa Caterina Valfurva, ove nei pressi delle prime abitazioni incontriamo un bivio: sulla sinistra una strada ci conduce nella valle dei Forni, ma noi proseguiamo dritti. Superato il torrente ci si addentra nel paese e, subito dopo, si inizia a prenfdere quota grazie ad una decina di tornanti all'ombra di una splendida pineta; nei pressi di un tornante vi è l'inidicazione per accedere ai rifugi Paradiso e Bellavista.
Al termina della pineta iniziano degli ampi prati verdi fioriti punteggiati da baite: è l'inizio della valle del Gavia, dai cui versanti scendono numerosi torrentelli. Dopo circa 5 km si raggiunge l'ampio pianoro di Gavia con il lago Bianco, terminato il quale si giunge al passo dove è situato il rifugio.
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Selva - passo Sella 2244m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
Canazei - passo Pordoi 2236m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
Corvara - passo Gardena 2121m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
rifugio Campo 2000m s.l.m. leggi la descrizione della salita
Dal parcheggio nei pressi di A. Ardof 1691 la strada continua ma diventa sterrata - sentiero 29 -. Il percorso è quasi interamente in salita: è molto dura all'inizio (tratto nel bosco) e nel tratto finale (con alcune rampe) mentre è più dolce nei tratti lungo il torrente Zebrù, ma comunque è una strada facile.
Basta un ora di bicicletta a media andatura per arrivare ai 2000 metri del rifugio Campo. Poi, se non si vuole restare a riposare al rifugio, si può proseguire senza problemi fino alla baita del Pastore 2168 in poco più di mezz'ora.
Prestate molta attenzione in discesa se siete in bici perchè passano molti fuoristrada, ovviamente senza suonare il clacson.
Preda Rossa 1955m s.l.m. leggi la descrizione della salita
La strada che conduce alla Preda Rossa, che parte dalla val Masino e precisamente dal paesino di Filorera 841, è completamente asfaltata e sale lungo la valle di Sasso Bisolo. Essa fu costruita come via d'accesso a quella che doveva essere la diga della Preda Rossa, mai costruita per via delle condizioni geologiche sfavorevoli. Per alcuni anni la strada è rimasta chiusa al traffico per via du una grande frana che ne cancella un tratto. Oggi esiste una nuova strada nuovamente percorribile anche dalle automobili, che talvolta spesso è chiusa al traffico per ulteriori problemi di dissesto idro-geologico.
Bene, da Filorera 841 la strada prosegue sulla destra con ndicazioni per la Preda Rossa / rifugio Ponti. La salita continua e la pendenza aumenta: se giungiamo dalla Valtellina - da Ardenno 266, percorrendo la strada statale 404 per la val Masino - occorre dosare le energie perchè vedremo la Preda Rossa solo tra 8 chilometri (a metà strada si trova il Ponte del Baffo 571, dove è situato un ristorante tipico che vi consiglio, dal quale si può deviare per la costiera del Chec che scende a Morbegno).
Superati i primi tornanti raggiungiamo la zona franosa (frana della Valbiore 1234) che viene sfruttata come cava di pietra. Consiglio di lasciare l'auto in questa zona (si può parcheggiare lungo la strada) per proseguire in bici o a piedi lungo la direttissima; quando c'è ancora la neve non e' possibile proseguire oltre in auto. A questo punto possiamo seguire le tracce del sentiero solo a piedi - sentiero 21 - (seguite rigorosamente i segnavia!) che torna sulla strada dopo un tratto vicino al torrente e poi prosegue tagliando tutti i tornanti della strada. Per gli amanti del rischio questo è l'unico tratto di sentiero, estremamente difficile, che si può percorrere in bici in discesa (!).
Oppure, percorriamo il nuovo tratto di strada sterrato: in questo caso dovremo superare una breve galleria non rettilinea, stretta e completamente al buio (si vede pochissimo; attenzione al possibile ghiaccio invisibile!), che talvolta spesso è chiusa al traffico a causa di frane al suo interno. Poco dopo arriviamo a un ponte, e incrociamo il sentiero. Da qui si torna sulla strada asfaltata "originale": il sentiero diretto è segnato da freccie e segnavia e spesso si interseca con la strada.
Manca poco al rifugio Scotti, la salita aumenta ancora ma per fortuna è sempre asfaltata. Ecco spuntare delle casette e poco più avanti, in cima a un rettilineo, il rifugio Scotti 1500. La strada prosegue, sempre in salita con pendenza costante. Ci sono due tratti di tornanti: il primo che attraversa più volte un torrente e poi un secondo e ultimo tratto proprio alla fine della salita. Non illudetevi: capieremo di essere all'ultima curva solo quando avremo il parapetto alla nostra sinistra...
La salita termina su un piazzale dove compaiono alcune indicazioni sui sentieri: proseguiamo sul sentiero e, dopo aver superato una collinetta, ecco l'ampio prato verde della piana della Preda Rossa 1990. Il torrente forma numerose anse e andare qua e là in bici è molto divertente... Probabilmente è possibile campeggiare, naturalmente nel rispetto più rigoroso della natura.
In fondo alla Preda Rossa dominano il monte Disgrazia 3678 e il monte Pioda 3431 mentre alla nostra destra ecco i Corni Bruciati 3114. Si capisce che il sentiero sale sù nel bosco proprio in quella direzione, dinanzi a noi. Il sentiero Roma - sentiero 21 - è quello che ci conduce al rifugio Ponti 2585 e non è percorribile in bici; l'ideale è lasciarla proprio all'inizio del sentiero in fondo alla piana. Il rifugio Ponti non è molto lontano ma può essere conveniente tornare indietro.
La strada della Preda Rossa può dare emozioni uniche quando è chiusa al traffico: potete ben capire per quale motivo... (Se per salire ci ho impiegato quasi 1h30, per scendere solo poco più di 10 minuti!).
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piani di Artavaggio, rifugio Nicola 1889m s.l.m. leggi la descrizione della salita
Raggiungere i piani di Artavaggio in bicicletta o a piedi non è molto impegnativo percorrendo la strada sterrata - sentiero 23 - che si stacca dalla strada per il Culmine S. Pietro. Il fondo è buono, raramente diventa scivoloso, la pendenza è irregolare con tratti facili e altri, brevi, con pendenza elevata e fino al termine della salita "vera" siamo all'ombra, in mezzo ad un bellissimo bosco. È proprio terminato il bosco, nei pressi della bocchetta di Maesimo 1560, che la strada spiana con fondo ottimo ma completamente al sole.
In questo tratto, guardando alla nostra sinistra, si scorge la stazione d'arrivo della funivia di Artavaggio e più in là, in cima a un monte, il rifugio Nicola che è ben visibile perchè ha una forma piramidale con tetto alluminato, molto riflettente. Proprio quando la strada inizia a spianare troviamo il bivio con il - sentiero 21 - che prima sale fino alla casera di Maesimo e poco dopo si divide: si può scendere al Culmine S. Pietro lungo il percorso basso oppure salire ancora e poi riscendere lungo il percorso alto. Volendo ci si può riposare qui, su una panchina con tavolino o poco più in là, sul percorso basso su un'altra panchina con tavolino.
Proseguendo verso Artavaggio incontriamo un altro bivio: qui giunge una strada sterrata direttamente dall'altro versante, quello della val Taleggio. Di qui a poco raggiungeremo i piani di Artavaggio, con un breve tratto in discesa.
Ai piani di Artavaggio la strada di divide: da una parte si va al rifugio Sassi - Castelli e alla stazione della funivia, mentre proseguendo diritti si doppia l'ex Albergo Sciatori, una struttura imponente vicino a un laghetto, alla destra del quale parte un'altra strada sterrata che conduce in val Taleggio. A questo punto la strada inizia a salire ripida e con fondo molto insidioso; a piedi si possono tagliare i tornanti e un intero tratto di strada lungo le vecchie piste da sci e ski-lift (basta seguire i cartelli che indicano rifugio Nicola).
In bici si passa di fianco al rifugio Aurora, qui il tratto di strada è molto difficile. Giunti a un tornante, le indicazioni dicono di proseguire diritti: per andare ai piani di Bobbio bisogna prendere l'altra strada, che è percorribile in bici solo fino a delle baite poco distanti. Se siamo a piedi e abbiamo fatto il sentierino prestiamo attenzione quando siamo giunti all'arrivo di uno ski-lift con le indicazioni per il Nicola: la strada sterrata che incontriamo infatti è esattamente quella che va ai piandi di Bobbio, - sentiero 30 -, per i rifugi bisogna proseguire sul sentierino che fiancheggia l'altro ski-lift.
Raggiunto un tratto meno impegnativo, dove rientra il sentierino "scorciatoia", manca poco al rifugio Nicola, ma l'ultimo tratto ha pendenze del 30%.
Vicino al rifugio Nicola ecco il rifugio Cazzaniga - Merlini: per arrivarci basta proseguire sulla strada sterrata ber un breve tratto. Il Cazzaniga si erge in cima a una rupe rocciosa lungo la quale scende un sentierino che si collega al - sentiero 30 - per i piani di Bobbio (ma si può sempre deviare per Artavaggio).
Arabba - passo Campolongo 1852m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
Alpe di Siusi 1850m s.l.m.
monte San Primo 1682m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
rifugio Pialeral 1400m s.l.m.
Morterone, passo del Pallio 1362m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
rifugio Martina 1300m s.l.m. leggi la descrizione della salita
Si parte in piano lungo uno sterrato molto ampio e tenuto pulito, caratterizzato da immense zone d'ombra grazie alla presenza di pini e larici che ne fanno da contorno. Dopo poco si incontra la deviazione sulla sinistra per il rifugio: abbandonato il bosco si inizia quindi la vera salita, in un tratto in cui si costeggiano delle piccole case, su un sentiero piu' stretto e con fondo molto instabile. Ben presto il rifugio risulta visibile e il tratto che resta da colmare presenta le ultime difficolta' proseguendo completamente in pendenza, ma e' molto piu' facile di prima; l'ultimo tratto e' una rampa al 30% (!).
Moggio - Culmine San Pietro 1254m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
Valcava 1250m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
Casoni - passo di Fregarolo 1203m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
Cornizzolo - rifugio Maria Consiglieri 1127m s.l.m. leggi la descrizione della salita
La via più rapida per salire al rifugio ed eventualmente al Cornizzolo è la stretta strada asfaltata, parzialmente chiusa al traffico privato, che parte dal Lago del Segrino (alla rotonda svoltare a destra provenendo da Eupilio).
Il primo tratto di strada, fino alla sbarra che impedisce di proseguire oltre in macchina, sale in modo abbastanza regolare con pendenze fino al 10%. Oltre la sbarra (da scavalcare) la salita si fa subito più ripida con strappi al 15% in mezzo al bosco. Poi, quando il bosco si dirada fino a scomparire, si doppiano una serie di tornanti (qui le pendenze sono intorno al 10%) che consentono di vedere da una parte Valmadrera e il lago di Lecco, dalla parte opposta la Brianza. Superarta una curva a sinistra che ci riporta sul versante principale, dal quale si vede tutta la Brianza, si sale ancora regolari fino a un punto noto agli appassionati di volo con aliante e parapendio. Quindi la strada spiana e scende leggermente per poi risalire leggermente in falsopiano. Poco dopo riprende a salire ripida con una curva secca a sinistra, seppur per un breve tratto. Occorre scavalcare un'altra sbarra oltre la quale manca poco al rifugio. A piedi possiamo seguire una scorciatoia (mulattiera e sentiero) che taglia i tornanti nel bosco; è percorribile in bici in discesa.
Attenzione in discesa: nei giorni festivi passano dei furgoncini che occupano l'intera sede stradale e non suonano il clacson.
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rifugio S.E.V. 1125m s.l.m. leggi la descrizione della salita
La strada che parte da Valbrona in direzione Alpe Oneda ci porterà al rifugio S.E.V. dopo 5,5 km per un dislivello di 875 metri (pendenza media 16%).
Il tratto iniziale della strada, che è stretta e asfaltata, parte subito in forte pendenza, ben oltre il 10%, con punte del 20%. Quando raggiungiamo una sbarra, che bisogna scavalcare, la strada continua con pendenze ancora superiori fino a quando si stringe ulteriormente e diventa di cemento, così fino in cima. Da qui in avanti dovremo affrontare molti tratti, uno nel bosco abbastanza lungo, con pendenze superiori al 30% (!). Per fortuna il fondo in cemento e la presenza di alcuni tratti meno duri aiuta nella salita, che è davvero una delle più dure che io conosca.
Fate molta attenzione in discesa visto che è molto stretta e dato che è una strada percorsa da molte persone e, seppur raramente, da fuoristrada.
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Maglio - colma di Sormano 1124m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
Nesso - colma di Sormano 1124m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
muro di Sormano 1124m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
passo della Scoglina - Barbagelata 1114m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
Morterone 1070m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
passo del Turchino - passo del Faiallo 1062m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
bivio SS45 - passo del Portello 1032m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
Gattorna - passo del Portello 1032m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
Premana 1000m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
Madonna della Guardia 996m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
Coreglia Ligure - passo della Crocetta 927m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
val Fontanabuona - passo della Scoglina 922m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
Montebruno - passo della Scoglina 922m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
Alpe del Vicerè 916m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
Monte Barro 850m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
alpe Gajum - rifugio III Alpe 800m s.l.m. leggi la descrizione della salita
Poco dopo aver imboccato la strada per Gajum a Canzo, si devono affrontare due rampe con pendenze del 20% e un'altra breve prima dell'inizio dei sentieri per il III Alpe.
La strada che conduce a San Miro, che prosegue dritta, è una mulattiera in perfette condizioni che sale regolare; purtroppo però il sentiero che porta al rifugio non è fattibile in bici.
L'altra strada, quella che sale a sinistra, è una mulattiera in condizioni peggiori ma nonostante questo in bici si sale senza problemi. Il primo tratto è una rampa al 20% che poi diminuisce leggermente fino a un tornate. Da qui si entra nel bosco: la strada, che è molto impegnativa pur essendo completamente all'ombra, ci conduce presso un gruppo di case nel quale si trova la prima fontana. Da qui il percorso è meno impegnativo fino a raggiungere una cappelletta dove la strada riprende a salire molto ripida fino alla seconda fontana. Ancora un tratto di salita ripida fino a scollinare all'inizio di una pineta: ora sarà tutta discesa fino al vicino al rifugio.
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Madonna del Ghisallo 750m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
Como - Brunate 715m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
Uscio - Monte Fasce 700m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
Uscio - passo della Spinarola 586m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
salita di Peruzzo - Sassofortino 540m s.l.m.
Voltri - passo del Turchino 532m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
Monticello - Lissolo 450m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
Perego - Lissolo 450m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
Torrevilla - Lissolo 450m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
Montevecchia 440m s.l.m. leggi la descrizione della salita
Montevecchia 479 è un piccolo comune dell'alta Brianza, in provincia di Lecco. Il paese è rinomato grazie al santuario che sorge in cima a una collina pittoresca coltivata quasi completamente a vite che si integra perfettamente nell'ambiente agricolo della Brianza.
Dal santuario e da alcuni punti panoramici situati sulla parte alta della collina, lungo la strada, abbiamo un panorama a 360 gradi. Se volgiamo lo sguardo a sud, verso la pianura Padana, vediamo tutti i paesi della Brianza e Milano (spettacolo unico nelle notti limpide). Pià lontano, nelle giornate di vento, si scorge l'Appennino. Dalla parte opposta, verso nord, altre zone collinari e una collina più alta: Colle Brianza, alle spalle del quale c'è la valle dell'Adda. Più lontano, nella stessa direzione, il Resegone; verso ovest le Grigne e ancora più a sinistra (oltre il ramo del lago di Lecco) i Corni di Canzo. Il Lissolo, famoso per le gare ciclistiche, è un altro punto interessante e crocevia di alcune strade che consiglio di provare. Possiamo percorrere la panoramica sterrata da Montevecchia e arrivare sin qui, poi scendere o verso Sirtori da una discesa molto stretta e con pendenze del 10-15% oppure verso Perego da una strada meno ripida (a parte la rampa finale), o ancora svoltare a sinistra verso Rovagnate, sulla strada che percorrono le corse ciclistiche; questa strada sale a rampe molto ripide, fino al 23%.
Accessi:
ci sono tre strade che portano a Montevecchia alta: due asfaltate che partono entrambe dal paese di Montevecchia e una sterrata (in ottime condizioni) che parte dal Lissolo, che a sua volta si raggiunge dai paesi di Perego, di Sirtori e di Rovagnate. Le strade asfaltate sono brevi e presentano pendenze elevate, un tratto breve nei pressi del risorante Passone raggiunge il 30% (!)
Itinerari:
La collina di Montevecchia e le zone limitrofe fanno parte dell'omonimo parco naturale. Ci sono innumerevoli sentieri tutti percorribili in mountain bike. Montevecchia è una palestra per i bikers e il mio luogo di allenamento preferito: sentieri e strade sterrate hanno tutti caratteristiche diverse, si va dalla strada al sentierino ultra-tecnico con tratti a gradini; abbiamo salite lunghe e poco impegnative, altre brevi e difficilissime con pendenze elevate. La stessa strada asfaltata presenta curve tecnicamente molto difficili e in fondo alla discesa si possono superare i 100 Km/h (!) (prima del semaforo).
La strada sterrata, detta Panoramica, consente di effettuare tappe in mezzo al verde e alla tranquillità (anche se è percorsa dalle auto) e di godersi il panorama. Beh non resta che passare da Cà Soldato, la sede del parco, munirsi di cartina e fare tutti i sentieri che si vogliono ognuno da scoprire!
Inoltre, la prima Domenica di Settembre di tutti gli anni, viene organizzata la Marathon Bike della Brianza, corsa di MTB, che attraversa più volte il parco di Montevecchia e Colle Brianza.
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Colle Brianza 394m s.l.m. visualizza l'altimetria della salita
Palaia 240m s.l.m.
Montefoscoli 182m s.l.m.
Peccioli 144m s.l.m.