Alta e lontana la meta di oggi: lo
Spitzhorli a 2700 metri, in territorio svizzero.
Una cima circondata dai
maestosi 4000 con vista sul
ghiacciao più grande delle Alpi,
l'Aletschorn.
Probabilmente la meta di oggi sarà la
più lontana della stagione, infatti saliremo in auto fino al
passo del Sempione e da qui saliremo con le
ciaspole in cima al nostro obiettivo. Viaggio in compagnia di una coppia di ragazzi un po' più grandi di me,
simpatici e cordiali. Notiamo con grande piacere che
la giornata è semplicemente splendida e io sono già ansioso di arrivare in cima per
godermi lo spettacolo e per collezionare una lunga serie di
foto.
Giunti al passo ci prepariamo;
il cielo è limpidissimo, c'è un
bel sole
e solo un po' di vento mantiene la temperatura invernale. Molti esprimono delle perplessità riguardo la
quantità di neve
che è
abbondante ma non quanto ci si sarebbe aspettati. Comunque, per tutta la
prima parte
del
percorso
che
sale regolare
ci
separiamo in
due gruppi
e
deviamo
spesso dal percorso degli sci-alpinisti per non rischiare di passare
su
zone
con neve instabile.
Scolliniamo
su un
ampio altopiano
da dove si scorge, in lontananza,
la cima,
che non è altro che un
bel panettone di roccia facilmente accessibile. In effetti, si nota che
molte zone esposte al vento, spesso forte in zona, sono "spellate". Facciamo una
breve pausa nel bel mezzo di un
lago di neve e ci godiamo il sole e il panorama sulle prime
cime circostanti,
tra cui spicca il
massiccio
Monte Leone,
ma sappiamo che questo è
solo l'antipasto. Riprendiamo la
via di salita
che si fa
a mano a mano più ripida.
Raggiungiamo un
colle da dove inizia l'attacco finale alla ormai
vicina vetta. Qui tira un
vento forte e gelido pertanto non esitiamo un momento a indossare le nostre
giacche a vento. Già da qui
si gode di
metà del panorama
che ci attende di li a poco. Ed
eccoci in vetta,
finalmente
mi si presenta
un
panorama a 360 gradi maestoso!
Un
anfiteatro di
massicci
e
ghiacciai,
nomi altisonanti di
vette di oltre 4000 metri
vengono snocciolati da Bicio e si intravede addirittura
la
cima del Cervino
in lontananza.
Ne approfitto immediatamente per
scattare le fotografie che unirò per il
"super-panorama"
e faccio un
giro con il binocolo
rimanendo impressionato dal
ghiacciaio dell'Aletsch
e dalla cima a forma di vulcano del
Weisshorn (pardon, del Bietschhorn).
Ci si scambia
sorrisi di gioia e soddisfazione e il mio binocolo passa di mano in mano tra lo
stupore generale.
Il
vento non ci consente di restare
in vetta
a
contemplare quella
meraviglia
ed iniziamo rapidamente la
discesa
su quella
poca neve rimasta
tra le pietre auspicando di fermarci per una
sosta, assolutamente necessaria, subito sotto il colletto. Siamo fortunati e troviamo una
depressione del terreno protetta da un cumulo di neve che ci consente di
goderci in
santa pace
il pranzo e tanto sole.
Riprendiamo la
discesa
ripercorrendo il
percorso
fino al termine
dell'altopiano
dove accenniamo a una
deviazione verso nord
per scendere da un
canalone.
Ci tocca
scendere da un
ripido toboga
e se ne vedono di tutti i colori, per la
gioia di Bicio... Io,
senza esitazioni, mi butto di corsa in grande stile. Si continua lungo il
sentiero estivo
che
scende
regolare verso il passo Sempione e infine
tagliamo
l'ultimo tratto
scendendo a rotta di collo nella neve fresca.
Beh, un
posto cosi
non lo si dimentica
ma talvolta mi sono reso conto che
conta di più il modo di arrivare su una montagna piuttosto che il panorama fine a se stesso.
P.S. La
panoramica dalla cima
è stata un
successo tanto che c'è chi se l'è stampata e appesa in ufficio!