Spitzhorli, nel bel mezzo dei 4000

Panorama maestoso dai 2700 metri dello Spitzhorli, sopra il passo del Sempione.

tipo: ciaspolata tempo: sereno valutazione: fantastico 14/01/2006: da passo del Sempione 2006 a Spitzhorli 2737; dislivello 731m

Alta e lontana la meta di oggi: lo Spitzhorli a 2700 metri, in territorio svizzero. Una cima circondata dai maestosi 4000 con vista sul ghiacciao più grande delle Alpi, l'Aletschorn.

Probabilmente la meta di oggi sarà la più lontana della stagione, infatti saliremo in auto fino al passo del Sempione e da qui saliremo con le ciaspole in cima al nostro obiettivo. Viaggio in compagnia di una coppia di ragazzi un po' più grandi di me, simpatici e cordiali. Notiamo con grande piacere che la giornata è semplicemente splendida e io sono già ansioso di arrivare in cima per godermi lo spettacolo e per collezionare una lunga serie di foto.
Giunti al passo ci prepariamo; il cielo è limpidissimo, c'è un bel sole

e solo un po' di vento mantiene la temperatura invernale. Molti esprimono delle perplessità riguardo la quantità di neve
che è abbondante ma non quanto ci si sarebbe aspettati. Comunque, per tutta la prima parte
del percorso
che sale regolare
ci separiamo in due gruppi
e deviamo
spesso dal percorso degli sci-alpinisti per non rischiare di passare su zone
con neve instabile.

Scolliniamo
su un ampio altopiano
da dove si scorge, in lontananza, la cima,
che non è altro che un bel panettone di roccia facilmente accessibile. In effetti, si nota che molte zone esposte al vento, spesso forte in zona, sono "spellate". Facciamo una breve pausa nel bel mezzo di un lago di neve e ci godiamo il sole e il panorama sulle prime cime circostanti,
tra cui spicca il massiccio Monte Leone,
ma sappiamo che questo è solo l'antipasto. Riprendiamo la via di salita
che si fa a mano a mano più ripida.
Raggiungiamo un colle da dove inizia l'attacco finale alla ormai vicina vetta. Qui tira un vento forte e gelido pertanto non esitiamo un momento a indossare le nostre giacche a vento. Già da qui si gode di metà del panorama
che ci attende di li a poco. Ed eccoci in vetta,
finalmente mi si presenta
un panorama a 360 gradi maestoso!
Un anfiteatro di massicci
e ghiacciai,
nomi altisonanti di vette di oltre 4000 metri
vengono snocciolati da Bicio e si intravede addirittura la cima del Cervino
in lontananza.
Ne approfitto immediatamente per scattare le fotografie che unirò per il "super-panorama"
e faccio un giro con il binocolo
rimanendo impressionato dal ghiacciaio dell'Aletsch
e dalla cima a forma di vulcano del Weisshorn (pardon, del Bietschhorn).
Ci si scambia sorrisi di gioia e soddisfazione e il mio binocolo passa di mano in mano tra lo stupore generale.
Il vento non ci consente di restare in vetta
a contemplare quella meraviglia
ed iniziamo rapidamente la discesa
su quella poca neve rimasta
tra le pietre auspicando di fermarci per una sosta, assolutamente necessaria, subito sotto il colletto. Siamo fortunati e troviamo una depressione del terreno protetta da un cumulo di neve che ci consente di goderci in santa pace
il pranzo e tanto sole.
Riprendiamo la discesa
ripercorrendo il percorso
fino al termine dell'altopiano
dove accenniamo a una deviazione verso nord
per scendere da un canalone.
Ci tocca scendere da un ripido toboga
e se ne vedono di tutti i colori, per la gioia di Bicio... Io, senza esitazioni, mi butto di corsa in grande stile. Si continua lungo il sentiero estivo
che scende
regolare verso il passo Sempione e infine tagliamo
l'ultimo tratto scendendo a rotta di collo nella neve fresca.
Beh, un posto cosi
non lo si dimentica
ma talvolta mi sono reso conto che conta di più il modo di arrivare su una montagna piuttosto che il panorama fine a se stesso.

P.S. La panoramica dalla cima

è stata un successo tanto che c'è chi se l'è stampata e appesa in ufficio!

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Zaino in spalla

Gita organizzata da www.zainoinspalla.it

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