Ciaspolata notturna all'Alpe Devero

Seconda ciaspolata notturna. Dopo Artavaggio altra ciaspolata notturna nella bellissima Alpe Devero, ovviamente con la luna piena.

tipo: ciaspolata notturna tempo: notte neve valutazione: normale 1a tappa -10/03/2006: da Devero 1630a rifugio Castiglioni 1640, punto più alto Crampiolo, diga di Devero 1880; dislivello 250m
tipo: ciaspolata tempo: vento valutazione: normale 2a tappa -11/03/2006: da rifugio Castiglioni 1640a Devero 1630, punto più alto monte Cazzola 2330; dislivello 690m

La fortuna mi ha sorriso e ho potuto partecipare anche a questa seconda ciaspolata notturna che, inizialmente, non avevo messo in programma. La zona è l'Alpe di Devero, rinomata e frequentatissima sia d'estate sia d'inverno quando si può anche sciare.

Al nostro arrivo nevica fine come del resto ci aspettavamo rispetto alle previsioni del tempo. C'è una quantità di neve spropositata, i tetti delle case sono coperti da quasi due metri di neve! Nel giro di mezz'ora siamo al rifugio

situato in fondo al lago, ovviamente sommerso di neve. È buio, ma non ciaspoleremo subito bensì ceneremo molto presto e poi usciremo con la luna piena.
Prendiamo tutti posto
in una grande camerata
nella mansarda del rifugio riscaldata, fin troppo, da una stufa nel centro. La cena non è stata apprezzata molto, ma il buon umore non mancava.
Dopo la cena, piuttosto pesantuccia, è stata un po' duretta prepararsi per la ciaspolata ma, appena fuori,
lo spirito da montanari
si è sentito forte e chiaro.
Incantevoli le luci del paesino
che si allontanano mentre saliamo nel bosco
verso Crampiolo,
seguendo la pista di fondo.
È dura proseguire
con il mal di pancia, ma appena il percorso spiana
un po' mi sento meglio; non sono il solo ad accusare la presenza degli spiedini nello stomaco. Crampiolo
è suggestivamente illuminata
da lampioni gialli e in fondo alla valle che risaliremo compare la diga,
anch'essa illuminata. La vista della diga e delle sue luci è abbastanza inquietante, stranamente mi fa pensare al Vajont...
Raggiungiamo
facilmente il coronamento della diga
completamente ricoperta di neve,
lo attraversiamo
tra folate di vento
che sollevano un polverone di neve.
Meglio evitare di continuare lungo il lago ghiacciato
e, senza alcuna "protesta", scendiamo rapidamente verso Crampiolo per lo stesso sentiero. Lo attraversiamo
e ci sembra un paese fantasma,
poi ci dirigiamo verso il bosco
sull'altra sponda della valle
e qui possiamo finalmente gustarci la notte,
il silenzio
e la magia della luna piena.

Prima di tornare al rifugio entriamo goffamente
all'interno di un autentico igloo di neve;
qualcuno propone di passarci dentro la notte
, ma questa affermazione pare più che altro una iettatura... Rientriamo al rifugio, stanchi ma entusiasti. C'è chi fila a letto e chi, come me, deve necessariamente bere qualcosa di caldo per completare definitivamente la digestione. Sarà una notte difficile, chiuderò occhio per qualche ora senza un motivo ben preciso.

Arriva la consueta sveglia di Bicio; sono un po' stordito, ma basta lavarmi il viso con l'acqua fredda per svegliarmi. Colazione abbondante mentre fuori

sta nevicando esattamente come ieri e il sole
è leggermente coperto
da un sottile strato di nuvolaglia.
A causa delle condizioni e della quantità di neve la meta di oggi si sposta sul monte Cazzola che qualcuno ha già affrontato d'estate.
Raggiungiamo
prima Devero
e poi, lasciandoci alle spalle
il caos della stazione sciistica presa d'assalto, ci incamminiamo
lungo il sentiero
degli sci alpinisti.
Inizialmente siamo costretti a seguire la traccia stretta
lungo il torrente, ma poi possiamo seguire la traccia
lasciata da altri ciaspolatori
che taglia lungo il bosco.
La forma della neve e la debole luce del sole creano delle ombre molto particolari.
La salita
continua regolare
finché non giungiamo vicino a delle baite che si riconoscono solo dal tetto che spunta dal mare di neve! Qui
mangiamo qualcosa e proseguiamo
per un altro tratto nel bosco.
Poi risaliamo
il grande panettone del Cazzola
sul quale
arrivano gli skilift da Devero.
Giovanni ha battuto la traccia
per un lungo tratto ed io ne ho approfittato per fare lo stesso
a breve distanza.
Ci fermiamo sotto il Cazzola
per ricomporre il gruppo, così posso riposare un po' dopo sta faticaccia gratuita... Tira vento
e si alzano nubi di neve,
dopo una consultazione proseguiamo
verso il Cazzola
che raggiungiamo
senza difficoltà. Stando fermi
il vento
ci gela
così, dopo la foto di gruppo
che ci ha scattato
gentilmente una simpatica sci-alpinista francese, corriamo verso valle.
Incontriamo Bicio che è rimasto attardato con una componente del gruppo e scendiamo tutti insieme attenti a scovare un posto sottovento dove mangiare. Ci sistemiamo in una piccola depressione protetta da muri di neve e abbiamo giusto il tempo per consumare il pranzo, prima che il vento ci ricacci prepotentemente sulla via di discesa.
Più o meno seguiamo la via dell'andata
ma riusciamo a tagliare nel bosco;
la neve è perfetta
e non esito a lanciarmi a rotta di collo su pendii anche molto ripidi. Di questo passo
raggiungiamo Devero
in brevissimo tempo
e abbiamo tutto il tempo per tornare al rifugio, trasferirci in un altro ristoro più accogliente e consumare il rito dell'abbuffata post ciaspolata.

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Zaino in spalla

Gita organizzata da www.zainoinspalla.it

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